Protesi ortopediche e ritorno allo sport Prof. Francesco Franceschi ortopedico spalla, ginocchio e anca a Roma – Ospedale San Pietro Fatebenefratelli – Rubrica “Sport e Salute” del 26/7/2022  in onda su Teleradiostereo ogni martedì alle 15:50 ed il sabato alle 9:40. Se avete perso l’intervista, potete riascoltarla qui. Buon ascolto!

E allora come ogni martedì intorno a quest’ora torna a “Sport e Salute” con il sottoscritto. L’appuntamento che, come sapete, è doppio a livello settimanale perché ce n’è un altro il sabato intorno alle 9:40 con il professor Francesco Franceschi che mi attende. Professore ben trovato!

Ciao Roberto! Ciao a tutti!

Nel ricordare che lei è Primario di Ortopedia dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli ovviamente in Roma, oggi parliamo di una cosa bella, importante, perché ci dà proprio la sensazione dello sviluppo che abbia avuto negli anni perché parliamo delle protesi. La parola protesi professore credo che faccia paura a tutti quanti: “Oddio ma davvero mi devo operare? Devo installarne una? Come funziona? Riuscirò a tornare a fare sport?”  È un argomento tremendamente affascinante professore perché ci dà proprio la misura di quanto siamo andando avanti verso il futuro. Però ovviamente la parola a lei

Hai proprio ragione! È un argomento tremendamente attuale. Perché?

Perché la richiesta appunto di benessere, di salute, di sport, sta diventando sempre più importante anche in diverse fasce di età.

Ormai non soltanto il quarantenne, cinquantenne appunto continua a fare sport ma abbiamo anche i sessantenni, i settantenni che sono ancora giocatori incalliti di tennis e magari vogliono fare qualche partita di calcetto oppure altri sport che richiedono comunque un impegno fisico e delle articolazioni che siano sicuramente in salute proprio per fare i passi su un campetto, sul campo sportivo.

Prima quando uno diceva “E si devo mettere una protesi” pensava che fosse appunto finita la sua vita sportiva, che poteva al massimo camminare, fare qualche passo, se si parlava di protesi del ginocchio non si poteva più piegare oltre un certo limite…

Questa è una cosa clamorosa perché riguarda le protesi del ginocchio ma anche quella delle anche ed è veramente un segno tangibile di quanto la medicina, ovviamente unita allo sport perché è per questo che la rubrica si chiama Sport e Salute, stia facendo dei veri e propri passi da gigante.

Oggi si incontrano, sempre di più, persone nei circoli sportivi che magari hanno avuto un intervento di protesi al ginocchio o all’anca e magari fanno qualche partita della calcio, calcetto senza chiaramente un agonismo importante oppure di tennis e riescono a stare sul campo sia per un singolo ma anche per un doppio.

Per esempio ricordiamoci del famoso tennista Murray – vinse addirittura a Wimbledon qualche anno fa – che è stato operato a tutte e due le anche di protesi di anca ed è ritornato a fare tennis a livello agonistico.

E tante altre persone, anche col ginocchio, hanno riacquistato una certa capacità sportiva.

Questo perché?

Perché i disegni delle nuove protesi e soprattutto anche le vie d’accesso che utilizziamo, mininvasive, permettono di non danneggiare le strutture articolari.

Anche per l’anca, per esempio, utilizziamo una via d’accesso mininvasiva, la famosa via anteriore, che permette di spostare i muscoli e non più tagliarli fino ad arrivare al punto dove dobbiamo inserire la nostra protesi.

In più i vari disegni delle protesi, studiati appunto al computer, vengono poi replicati in sala operatoria spesso con l’utilizzo del robot oppure tante altre metodiche compiuterizzate con ad esempio la navigazione, la realtà virtuale che permettono di inserire queste componenti protesiche in modo sempre più accurato così da replicare il movimento esatto dell’articolazione proprio come in un paziente sano e questo è il segreto del successo proprio per permettere al paziente di fare tante attività che prima non si potevano tra cui anche le attività sportive.

E chissà dove ci porterà lo sviluppo scientifico che farà dei passi ovviamente ancora da gigante e questo non è un augurio ma una certezza che abbiamo, proprio sulle basi scientifiche appunto, nella nostra vita delle ricerche che vengono fatte.

Poi chiaramente, quando si ha a che fare con questo tipo di interventi, ci vuole un pizzico di forza di volontà ma già il fatto di sapere con certezza che si potrà raggiungere l’obiettivo da un’accelerata, da una spinta ulteriore in più.

Questo per quanto riguarda oggi il nostro appuntamento con Sport e Salute ma io ve li rinnovo anche il sabato alle 9:40

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti link:

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Artroscopia in ortopedia – Tg5 Salute 29/6/2022

Protesi di spalla: le nuove metodiche

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Protesi di spalla Prof. Francesco Franceschi

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