Protesi d’anca mininvasiva – Sport e Salute 9/11/2021  – In questa puntata di Sport e Salute abbiamo parlato di nuove tecniche per la protesi d’anca mininvasiva Se avete perso questa puntata, riscoltatela qui. Buon ascolto!

Buongiorno Professore. Mi sembra che lei sia in un posto incredibile dove io vorrei andare di corsa perché oggi è finito in una struttura fantastica credo in Belgio?

Si bravo, qui fa freddo. Sono in Belgio e sono il vostro inviato speciale! Sono in una clinica particolare.

Dove peraltro, ho letto ieri un messaggio inviato ieri a Robin Fascelli, addirittura fanno la protesi dell’anca in day hospital?

Si sono venuto qua per imparare questa nuova tecnica perché è davvero fantastica. È una tecnica mininvasiva per effettuare la protesi d’anca e tutto questo porta ad un minore dolore, un minore fastidio per il paziente.

Addirittura pensa che i pazienti il giorno dopo riescono a stare in piedi, anche senza stampelle. E questo è dovuto ad un minore danno dovuto ad un accesso davvero mini mini mini invasivo perché si spostano i muscoli, non si tagliano contrariamente a come si fa in altre vie di accesso chirurgiche.

In virtù di questo fatto, si possono permettere di mandare via il paziente il giorno stesso oppure, se il paziente è molto anziano, il giorno dopo l’intervento che è una cosa quasi incredibile appunto per quanto vediamo nei nostri ospedali.

Da noi è un problema delle persone che hanno una certa età ma anche molti atleti. Io ricordo un grande tennista addirittura che piangeva per mettersi i calzini  prima di scendere in campo, per il dolore all’anca. Un atleta può recuperare professore dopo un intervento così particolare?

Bravo proprio di questo volevo parlare. Proprio oggi abbiamo visto qua un atleta, un campione di fioretto, tra l’altro la scherma è uno sport che con i suoi affondi e con il suo interessamento dell’anca, porta a dei traumi continui che poi portano ad un’artrosi molto frequente a livello dell’anca.

Un atleta di 38-40 anni, alla fine della sua carriera, con un’anca completamente distrutta ed in questo caso ovviamente si è scelto di procedere con l’accesso mininvasivo proprio perché consiste nel non tagliare i muscoli ma semplicemente nello spostarli.

E questo atleta sicuramente, così come il tennista che prima citavi ed altri atleti che fanno questo tipo di sport, torneranno certamente a fare sport. Certamente non ai livelli di una competizione olimpica però saranno in grado di effettuare il loro gesto atletico più o meno come facevano prima ad alti livelli.

Siccome tanti hanno questo problema dell’anca, ripeto è un fatto anche anagrafico, spesso c’è un’usura anche della cartilagine, quanto tempo ci vorrà perché si riesca a portare questa nuova tecnica anche in Italia. Ci sarà anche da noi questa possibilità?

Ma già la facciamo. Anche io ho fatto già dei casi e anche molti altri chirurghi già la fanno. Io sono venuto qui soprattutto per osservare l’organizzazione di questo posto perché molto spesso la differenza non la fa soltanto il chirurgo perché noi abbiamo tantissimi chirurghi ottimi in Italia, a Roma ottimi, che sono in grado di fare questo intervento o altri allo stesso livello di chirurghi all’estero però la differenza sta nell’organizzazione che gira intorno al chirurgo.

Questi chirurghi hanno 10 segretarie, 10 infermiere, personale che corre a destra e sinistra e quindi sono sicuramente molto ma molto più organizzati ed il paziente viene coccolato sicuramente dalla A alla Z in modo che così si possono evitare al massimo qualsiasi tipo di inconveniente e il paziente rimanga sempre contento.

Però io sono convinto e molto fiducioso che presto ci arriveremo in parecchie strutture italiane e soprattutto romane anche perché la buona volontà da parte del personale sia chirurgico che infermieristico è sempre alta. Tutti quanti cerchiamo sempre di avere il massimo del risultato per dare il massimo del livello di assistenza per i nostri pazienti.

Non so se è d’accordo professore, ma forse è l’unico aspetto per il quale il Covid, la vicenda drammatica dalla quale non siamo neanche usciti del tutto,  ci ha in qualche modo confortato cioè la tenuta e anche l’efficacia delle nostre strutture sanitarie massacrate da anni di tagli spaventosi, con specialisti costretti a volte ad immigrare all’estero per fare ricerca soprattutto, però, e io ci sono passato – sono stato in una struttura romana, posso dire che molte cose che si dicono sugli ospedali italiani appartengono alla leggenda, sempre ammesso che ci fosse una responsabilità specifica delle singole strutture e non del sistema in generale …

Le nostre mancanze vengono molto spesso compensate dalla buona volontà del personale, come dicevo prima, perché alla fine noi italiani vogliamo sempre aiutare tutti, siamo un popolo altruista a differenza di molti altri popoli specialmente anglosassoni che tendono semplicemente a cercare il guadagno personale.

Inoltre non ci dobbiamo dimenticare che, per quanto riguarda il Covid, noi siamo probabilmente tra le nazioni più vaccinate non solo nel mondo ma in Europa quindi  non soltanto il popolo italiano si è convinto ad effettuare questo tipo di prevenzione ma anche in Italia ci si è riusciti ad organizzare in modo da vaccinare il maggior numero di persone quindi dobbiamo essere sicuramente orgogliosi per questo risultato.

Per ulteriori approfondimenti sulla protesi d’anca, potete consultare anche i seguenti link:

Protesi d’anca: diagnosi e intervento

Protesi: l’intervento di revisione

Le patologie delle anche nello sportivo

Fratture dell’anca Sport e Salute 10/4/2021

La frattura del femore

Infortuni all’anca: esami radiologici

Fast Track per protesi anca e ginocchio

Patologie e Trattamenti dell’Anca

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