Le fratture – Prof. Francesco Franceschi chirurgo ortopedico spalla, ginocchio e anca a Roma – Intervista “Sport e Salute” su Teleradiostereo del 27/12/2021.

Se avete perso l’intervista alla radio, potete riascoltarla qui.

È sempre un grande piacere, come ogni martedì con il sottoscritto, ma il Professore torna anche il sabato alle 9:40 circa, dare il buongiorno al Prof. Francesco Franceschi. Ben trovato!

Buon pomeriggio a tutti, auguri, ciao!

Auguri professore è sempre un piacere ritrovarla anche perché oggi noi trattiamo, insieme con “Sport e Salute”, un macro argomento talmente macro se vogliamo – e questo mi permetto di dirlo io professore – che ci può far spaziare, divertire non tanto perché parliamo delle fatture che una frattura può essere al dito mignolo, può essere interna, può essere ad un braccio, può essere ad una gamba, sono tante e coinvolgono spesso e volentieri ovviamente i nostri amici che fanno sport vero professore?

Eh sì, qui purtroppo non soltanto i legamenti sai con la piccola distorsione si posso allungare oppure rompere, i legamenti delle articolazioni delle ginocchia e delle spalle ma purtroppo quando non si rompono i legamenti si possono rompere le ossa con un trauma e rompere le ossa si dice “fratturare”.

Ricordatevi sempre che appunto quando viene interessato l’osso, chiaramente i legamenti non vengono interessati.

Le fratture – Prof. Francesco Franceschi chirurgo ortopedico spalla, ginocchio e anca a Roma

Sono tante le ossa del nostro corpo delle nostre articolazioni e gli sportivi a seconda dello Sport possono essere interessati ad un’articolazione piuttosto che ad un’altra.

Oggi proprio per esempio – sai ti ho mandato un messaggio proprio perché incuriosito dalla cosa – un giocatore di padel purtroppo su questi campi artificiali è scivolato con l’umido ed è andare a sbattere contro il paletto della rete e purtroppo ha fatto una lastra e subito dopo al pronto soccorso ma aveva una piccola frattura dell’omero.

L’omero, sai, è il famoso braccio cioè quello che parte alla spalla e arriva fino al gomito e quello lì, quel segmento lì si chiama braccio che può subire varie problematiche: la lussazione quando esce fuori dalla cavità della spalla ma anche la frattura a livello della spalla.

Aveva una lesione, una frattura dalla parte esterna dell’omero, cioè dalla parte più esterna, quella legata ai tendini che ci permettono di muovere il braccio, i tendini della cuffia dei rotatori. Non so se avete mai sentito parlare di questo termine “trochite omerale”. È la parte più esterna dove appunto vengono inseriti i tendini della cuffia dei rotatori che, quando si contraggono, ci permettono di alzare il braccio quindi è un punto molto importante a livello della nostra articolazione specialmente negli sportivi.

E infatti questo atleta purtroppo chiaramente non riusciva più ad alzare il braccio sia dal dolore sia per il fatto che questo punto purtroppo era staccato ed i tendini, tirando, purtroppo non facevano tirare su la spalla.

Questo per fare un esempio ma poi c’è sempre l’elemento sfortuna, sempre l’elemento vediamo l’umidità, il campo come è messo però questo è un incidente che può capitare a tutti quanti. Io, come sempre professore, avrei un paio di curiosità se posso.

È vero che le fratture, rispetto ad altri tipi di intervento, soprattutto quando sono magari scomposte ed è necessario magari andare ad addirizzare, hanno un’importanza di tempistica cioè non è il tipo di infortunio che si può dire “Vabbè, mi fa male. Magari la stecco e domani vado dall’ortopedico”? Credo sia ancora oggi molto importante, per quanto la scienza e la medicina abbiano fatto passi da gigante, andare subito a farsi vedere da un ortopedico o da chi può darci una mano al pronto soccorso per esempio.

Assolutamente si anche perché, a parte il dolore che uno sente, è bene andare subito da un ortopedico che riduca il dolore sia con dei farmaci sia con l’immobilizzazione però proprio all’inizio chiaramente la frattura è più morbida e quindi le ossa si possono allineare più facilmente mentre invece se uno aspetta qualche giorno le ossa si possono saldare in modo alterato e quindi diventa molto più difficile poi risintetizzare e riallineare la frattura per cui il paziente può avere un risultato inferiore.

Nell’evoluzione, se c’è stata e penso di si, del famoso gesso, il classico rimedio per le braccia, per le gambe, è diverso credo, non so la tecnica, ma anche il materiale che viene utilizzato? Una volta io ho la sensazione che fossero molto più pesanti, molto più grezzi mi viene da dire professore …

Benissimo, è proprio vero. Attualmente, nelle occasioni nelle quali viene utilizzato questo famoso gesso, non è più fatto da quel materiale fatto da questa polvere bianca che diventava quasi una specie di creta, di porcellana bianca sulla quale noi da piccoli eravamo abituati a farci scrivere il nome o tante altre stupidaggini dai compagni di scuola. Adesso il gesso è fatto da un materiale composto da vetroresina che quindi è molto ma molto più leggero del gesso originale, oltre a conservare la stessa rigidità e mantenere le stesse proprietà di immobilizzazione dei gessi standard.

Le fratture – Prof. Francesco Franceschi chirurgo ortopedico spalla, ginocchio e anca a Roma

Altre volte è molto più facile, e molto più utile anche per pulizia ed igiene personale,  utilizzare, quando la frattura non è molto importante, i tutori che sono chiaramente commerciati molto facilmente, si trovano nei negozi, su indicazioni dell’ortopedico ed in base alla frattura che ci permettono di immobilizzare e far guarire le fratture allo stesso modo.

E quindi con le fratture, sempre attenzione, sempre tempismo come per tutto quanto.

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