Il ginocchio: quando operare? Rubrica “Sport e Salute” – TeleRadioStereo 92,7 . Dopo la scorsa puntata dove abbiamo parlato di quando operare la #spalla, in questa puntata parliamo invece del #ginocchio, di quando è necessario operare e quando no. Se avete perso la puntata di oggi della mia rubrica Sport e Salute in onda tutti i martedì alle 15:50 ed il sabato alle 9:40 su @927teleradiostereo, potete riascoltarla qui.

Buon ascolto!

L’altra volta ci eravamo salutati partendo da un presupposto: che abbiamo cercato in questi mesi di consigliare anche tutte le valutazioni per poi arrivare, in alcuni casi purtroppo, all’operazione, quando operare, e abbiamo fatto un bel discorso molto preciso sulla spalla.

C’eravamo lasciati in giacenza un’altra parte del corpo molto cara a chi pratica sport, molto cara ai calciatori, che è il ginocchio.

E ripartiamo dunque proprio dal ginocchio.

Non ci dobbiamo soltanto basare sulla risonanza magnetica oppure su quello che magari leggiamo sui giornali riguardo ad un tipo di lesione.  

Quante volte avete leggiamo ad esempio che un calciatore ha subìto una distorsione, ha preso un trauma al ginocchio e si è rotto i legamenti! E allora che pensiamo tutti quanti? !Ah il legamento, ci dobbiamo operare!”

Ma quanti legamenti ci sono nel ginocchio?

Ce ne sono tantissimi e la maggior parte delle volte il legamento più importante, che è il legamento crociato anteriore, non è quello interessato in una distorsione ma spesso è il legamento collaterale.

Il legamento collaterale è quel legamento che sta all’esterno ginocchio (ne abbiamo due uno all’interno ed uno all’esterno del ginocchio) che a volte si possono un pochettino strappare.

Questi legamenti nel 90% dei casi non vanno operati fortunatamente non solo nello sportivo ma anche nell’uomo comune, ossia nelle persone che vanno a giocare, dopo una giornata di lavoro alla scrivania, si alzano e vanno a fare la partita scapoli – ammogliati che magari subiscono una distorsione o un trauma ed hanno una lesione del legamento collaterale.

Questo ovviamente è un modo anche per rassicurare gli ascoltatori. Però poi ci sono i casi dove si finisce sotto i ferri naturalmente con annessi tempi di recupero, con annesse situazioni un po’ più difficili.

I tempi recupero sono sempre in agguato anche quando non ti operi perché se uno si stira un legamento collaterale  e se lo strappo è importante, si deve stare due settimane senza poggiare il piede per terra e poi con la riabilitazione prima di un mese, un mese e mezzo magari non si torna  in campo in forma come prima.

Se si rompe il legamento crociato anteriore allora le cose sono un po’ più complicate, specialmente se accade ad uno sportivo, ad un giocatore di calcio, un giovane.

 In quel caso allora devo dire che nel 99,9% dei casi dobbiamo operare, dobbiamo ricostruire questo legamento molto importante perché senza di quello chiaramente il ginocchio non è più stabile, continuerà a subire distorsioni. Il menisco, oltretutto con una seconda distorsione, si può anche rompere anche se non è rotto.

Magari in una persona anziana che per caso subisce una distorsione e quindi si rompe il legamento crociato anteriore, soprattutto se non è sportivo, perché poi ormai la necessità di attività sportiva ormai è presente anche in fasce d’età molto alte. Anche dopo i 60 o 70 anni si trovano sportivi incalliti che giocano a tennis o a pallone e quindi magari si fanno operare anche il legamento crociato anteriore.

In persone sedentarie magari possiamo soprassedere e con una buona fisioterapia, un buon recupero muscolare, con l’aiuto dei nostri bravi fisioterapisti sicuramente si può evitare l’intervento.

Ma ora parliamo di una parte molto importante del nostro ginocchio: il menisco.

Questa strutturina a semiluna (ne abbiamo due l’interno al ginocchio) spesso nello sportivo, nello stesso trauma distorsivo che subisce per un legamento, che si rompe un legamento, purtroppo può rompere anche il menisco.

Innanzitutto bisogna ricordare che anche se si opera il menisco bisogna cercare di salvarlo cioè non asportarlo ma magari proprio come una ferita che una persona subisce all’esterno nel corpo, noi dobbiamo andare a dargli dei punti e cercare di salvarlo perché il menisco è il nostro ammortizzatore più importante, ci protegge dall’artrosi, ci aiuta a stabilizzare il ginocchio e senza di quello, anche se vai a ricostruire il crociato, il ginocchio rimarrà sempre molto lento ed instabile.

Ma se andiamo a vedere il menisco di una persona sedentaria che per caso fa una risonanza per un dolorino al ginocchio e troviamo un menisco rotto e viene da me con la risonanza magnetica e mi dice “Ma come ho fatto? Mica sono Francesco Totti, non mi sono storto il ginocchio!”, purtroppo il menisco si può rompere per usura, per degenerazione perché magari lo abbiamo usato troppo nel corso della vita.

Ricordiamoci che tutto quello che si usa, si consuma e anche le nostre strutture articolari.

Ma non dobbiamo sempre operarle.

Una persona magari sedentaria che non ha dolore estremo nei movimenti quotidiani, a camminare, ad alzarsi dalla sedia etc., un menisco rotto è sempre meglio conservarlo che toglierlo.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare anche i seguenti articoli:

Legamento crociato: info intervento
Il Legamento Collaterale Mediale LCM
Il Legamento Crociato Anteriore LCA

Legamenti Ginocchio
Le lesioni del crociato anteriore Webinar

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