Frattura composta della tibia – Intervista radiofonica al Prof. Francesco Franceschi ortopedico a Roma del 14/12/2022 andata in onda su CentroSuonoSport

Comincio col presentare sempre il professor Francesco Franceschi così chi si è appena sintonizzato e magari non ha avuto modo di ascoltarlo prima può sapere chi è di che cosa parleremo con lui.

Il Prof. Francesco Franceschi è Primario di ortopedia presso l’ospedale San Pietro Fatebenefratelli di Roma ed è anche Professore di Ortopedia presso la Facoltà di Medicina dell’UniCamillus di Roma.

La scorsa settimana ci sei mancato tanto, erano in studio Andrea De Angelis con Andrea Mari e Andrea De Angelis, che è un nostro collega, si è infortunato e sta ancora con le stampelle da diverso tempo perché ha avuto un bellissimo strappo muscolare di 6 cm sul polpaccio giocando a Padel. Quindi avrei qualche domanda anche in virtù del fatto che presto speriamo di rivedere con noi camminando in studio senza stampelle Andrea De Angelis e vorremmo anche capire quanto ci metterà a rimettersi in un sesto totalmente ma, visto che ci aspettiamo il rientro di Wijnaldum, cominciare con ciò che tutti noi ci aspettiamo di vedere per l’anno nuovo: il rientro di Wijnaldum che, come tutti sappiamo, ha avuto, prima di cominciare a giocare con la Roma, un’immediata frattura composta della tibia destra. Ci può dare intanto qualche aggiornamento in merito al rientro di Wijnaldum e soprattutto che cosa ci possiamo aspettare da lui e quando potremo rivederlo in sesto al cento per cento sul campo?

Eh si cara Marzia! Certo! Wijnaldum ormai per quanto riguarda l’osso si è consolidato. Hanno scelto i medici della Roma una terapia estremamente conservativa forse anche in accordo col giocatore senza appunto operarlo perché tu considera che quando uno si rompe la tibia, oggi ne ho fatta una per esempio, la cosa più pratica da fare è inserire un lungo chiodo all’interno della tibia in modo da sintetizzare l’osso e farlo guarire il più velocemente possibile.

A volte si può scegliere anche un trattamento conservativo, come è successo a questo giocatore, specialmente quando la frattura non è scomposta.

Che significa?

Quando voi immaginate una frattura, cioè un osso lungo che si rompe, se i due frammenti sono scostati l’uno dall’altro, questa è una frattura scomposta e quindi quando non c’è contatto tra i due frammenti cioè uno da una parte e uno dall’altra.

Quando la frattura è composta, i frammenti sono attaccati e quindi se si vede magari la linea di frattura però l’asse della tibia – l’osso lungo – praticamente è sempre lo stesso.

E questo è successo al giocatore che aveva una frattura composta e le ossa appunto erano molto vicine e quindi hanno permesso al giocatore di guarire senza un intervento.

Continua a seguire l’argomento ascoltando l’intervista.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare i seguenti link:

Infortuni alla spalla e alla tibia nel calcio

Frattura del piatto tibiale e sci

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