Tendinopatia calcifica della spalla

Tendinopatia calcifica della spalla

Tendinopatia calcifica della spalla
Molto spesso arrivano in ambulatorio pazienti che hanno già eseguito una RMN (Risonanza Magnetica) per un dolore alla spalla che viene da mesi e che all’improvviso diventa fortissimo e non si riesce a risolvere con i classici farmaci anti/infiammatori.

Purtroppo, la risonanza refertata frettolosamente è negativa e basta esaminare il paziente e fargli ruotare il braccio nello spazio per capire che si blocca in un punto preciso; a questo punto una semplice radiografia della spalla ci fa vedere una calcificazione di uno dei tendini dell’articolazione. 

È facile vederla, appare proprio come un sassolino in mezzo alle ossa della spalla, ma non si sposta con i movimenti perché in realtà è come un brufolo su un tendine e quando esplode, rilascia all’interno dell’articolazione del calcio che irrita l’articolazione e dà un dolore insopportabile che non fa dormire la notte e di giorno blocca qualsiasi attività.

La tendinopatia calcifica della spalla ha un’origine sconosciuta nella maggior parte dei casi ed è caratterizzata dall’accumulo di depositi di calcio nei tendini della cuffia dei rotatori o sopra di essi.

Nell’80% dei casi interessa il tendine del sovraspinoso con una localizzazione intratendinea, altre volte i depositi di calcio s’infiltrano all’interno degli altri tendini, il capo lungo del bicipite, il tendine del muscolo sottoscapolare.

È una patologia autolimitante che può essere molto dolorosa con una durata dei sintomi superiore a 6 mesi.

Si manifesta maggiormente nel sesso femminile con un’incidenza del 20% nell’ambito delle altre patologie della spalla.

Molto spesso a esserne maggiormente predisposte sono soprattutto le donne abituate a svolgere i lavori domestici. Solitamente interessa una fascia di età compresa tra i 30 ed i 40 anni e nel 10% dei casi è bilaterale.

Altre volte, ma molto raramente, è causata da patologie metaboliche od endocrinologiche.

La tendinopatia è clinicamente sintomatica nel 40% dei casi e il sintomo principale è il dolore.

I pazienti riferiscono un dolore fortissimo alla spalla, senza motivo, a livello della parte anteriore o laterale, a riposo o peggiora con il movimento specie se il paziente cerca di sollevare il braccio; può manifestarsi anche nelle ore notturne indipendentemente dal movimento dell’arto.
Per queste ragioni il soggetto tende a tenerlo fermo.

Di solito si presenta in 4 fasi:
 
Fase acuta caratterizzata da molto dolore e difficoltà al movimento della spalla, con una durata da 1 a 6 settimane.

  • Fase cronica ricorrente caratterizzata da episodi acuti di dolore intervallati da periodi asintomatici, con una durata da 6 settimane a 6 mesi.
  • Fase cronica persistente caratterizzata da dolore costante che si intensifica con il movimento, con una durata superiore a 6 mesi.
  • Fase di deposizione generalmente asintomatica.

In genere l’RX della spalla è sufficiente per fare la diagnosi di tendinite calcifica.

L’esame, effettuato in 2 posizioni, con il braccio ruotato internamente ed esternamente, evidenzierà depositi di calcio nella cuffia dei rotatori.

La rotazione del braccio permetterà di capire se è depositata sulla parte posteriore od anteriore della cuffia dei rotatori

Anche l’Ecografia (ECO) della spalla può essere di ausilio a localizzare con precisione la calcificazione.

La RMN (Risonanza Magnetica) ci può dare indicazioni sullo stato del tendine e se la calcificazione è penetrata nel tendine in modo da fare una prognosi precisa e dare al paziente che va incontro ad un intervento delle indicazioni precise sul post-operatorio.

 Con la terapia farmacologica si riesce a ridurre la sintomatologia dolorosa almeno momentaneamente, poi la con la fisioterapia si migliora la mobilità dell’articolazione o, in ogni caso, la riduzione della funzionalità.

Le onde d’urto che permettono in alcuni selezionatissimi casi di sciogliere meccanicamente le calcificazioni dell’articolazione, si effettuano dall’esterno della spalla esattamente nel punto ove è presente la calcificazione in modo da determinarne la frammentazione.

Tendinopatia calcifica della spalla

L’intervento viene condotto in artroscopia e consiste nell’asportazione della calcificazione, per mezzo di strumenti chirurgici che vengono inseriti all’interno con piccole incisioni, e nell’eventuale riparazione del tendine nel caso che la calcificazione sia intratendinea. 

Questa procedura consente un’elevata precisione e accuratezza.

Se è necessario aprire il tendine purtroppo la riabilitazione durerà di più e seguirà il decorso della riparazione della cuffia dei rotatori.

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