Appoggio plantare – rubrica Sport e Salute a cura del Prof. Francesco Franceschi ortopedico di spalla, ginocchio e anca a Roma. Anche oggi abbiamo un ospite speciale, la Dottoressa Annarita Pellegrino, Responsabile Fisiatra di Villa Benedetta Group. Potete riascoltare qui l’intervista.

Eccoci qua. Questa mattina non parliamo con Francesco ma parliamo con la dottoressa Pellegrino, responsabile fisiatra Villa benedetta Group. Dottoressa buongiorno!

Buongiorno, buona giornata.

Buongiorno, bentrovata. È un piacere averla con noi in questa mattinata.
Allora andiamo agli approfondimenti. Noi ci siamo sentite in privato per decidere insieme di cosa parlare e lei mi ha proposto un bel tema perché, lo dico sempre, ma parlando sempre di argomenti diversi, spesso ci si focalizza sul sintomo e non va mai alla base del problema. Alla base del nostro corpo ci sono due piedini o piedoni, a seconda dei fisici, che spesso coinvolgono chiaramente tutte le reazioni che ha il nostro corpo quindi andiamo sull’appoggio del piede stamattina giusto?

Certo! La cosa che le ho detto importantissima sia piedoni ma soprattutto i piedini quindi torno al discorso dell’altra volta, l’importanza della prevenzione per quello che sarà poi la nostra salute corporea, per prevenire dolori e problematiche.

Il corretto appoggio del piede permette di eseguire movimenti con il minor dispendio possibile energetico e di equilibrio e soprattutto di equilibrare tutti i muscoli del corpo.

Purtroppo molte volte questo appoggio plantare non viene valutato in tempo o perlomeno io tante volte sento dire alle mamme, in buona fede,  vedo dei piedini piatti e le mamme mi dicono “Si ma ce l’ha anche il papà” ma questo non va bene e bisognerebbe, su questo argomento, parlare ed approfondire. Io cercherò di essere il più possibile schematica.

Appoggio plantare

Il nostro piede si può presentare piatto o con una volta plantare diciamo a volte esagerata.

Il problema è che ovviamente il piede piatto di solito può essere associato a un aumento della lordosi lombare quindi quello che noi diciamo a Roma “il sederino a mandolino”, in quel caso c’è un aumento della curva lombare che tanto piace alle ragazze – sono a volte così contente – invece questo può portare a importanti lombalgie come invece anche il piede cavo che è il contrario quindi è un piede che ha una volta plantare un po’ troppo esagerata e, al contrario, si associa a una riduzione di questa fisiologica curva che provoca una riduzione della lordosi lombare.

Questo ovviamente porterà poi a delle problematiche importanti quando il ragazzo o anche la persona adulta andrà a svolgere attività sportiva.

Questo perché?

Perché intanto dovrei dire che ci sono varie persone che cominciano uno sport senza aver mai analizzato il loro piede e questo avviene nell’80-90% della nostra pratica quotidiana e noi ci veniamo a trovare, a volte, con le problematiche di ginocchia, di legamenti …

Se lei pensa che un corridore tocca per 50-70 volte al minuto per piede per terra quindi disperde circa 100 tonnellate di forza al minuto che si vanno a propagare su tutti i nostri legamenti e su tutte le nostre ossa.

Appoggio plantare

Un’altra cosa che ci tenevo a dire è che la corsa può essere fatta in tre modi: abbiamo la corsa sui talloni che è quella tipica dei runners della domenica in cui per primo tocca il tallone e quindi la problematica è sulle ginocchia e questo avviene nel 70% dei runners.

Oppure possiamo dire una corsa metatarsale che è una corsa con un appoggio solamente della parte centrale del piede. Questo andrà a dare dei problemi sui fianchi, ginocchia, caviglie, muscoli del piede.

Oppure la corsa dell’avampiede che è una corsa tipica del runnerista, cioè dello scattista per lo sprint e in questa modalità il sovraccarico va sui muscoli del polpaccio, tendine d’achille e impatta soprattutto sull’articolazione della caviglia.

Quindi quello che noi diciamo e che continuiamo a dire, lo facciamo qui nei nostri centri di Villa Benedetta e stiamo per fare degli open day dove saremo presenti noi fisiatri, gli oculisti, gli gnatologi, perché tutto è implicato nell’appoggio. Noi siamo come poggiamo, cioè il piede, io quando devo visitare la prima cosa che guardo è l’appoggio del piede perché da li già tu hai un’informazione di tutto quello che troverai perché ovviamente bacino che può essere portato in antiversione o in retroversione, problematiche alle ginocchia …

Se lei pensa che noi abbiamo 26 ossa, 33 articolazioni, un centinaio di muscoli e tendini e legamenti che portano tutti i giorni il nostro corpo, può capire quello che può succedere a livello proprio generale. Quindi non riguarda solo ginocchia, etc. ma riguarda anche la parte viscerale.

Infatti molte volte lo ricordiamo ai nostri osteopati che vanno a lavorare anche su tutta la parte addominale che viene colpita e che deve mantenere una posizione stabile.

Quindi quello che noi consigliamo, sia nella corsa sia nelle attività sportive, è di evitare di portare troppo avanti il tallone e di mantenere il piede il più possibile allineato con spalla, anca e ginocchia.

Appoggio plantare

Ci tengo a dire una cosa: non è neanche giusto che, e questo lo supportano anche i vari studi scientifici, da solo lo sportivo, che sia della domenica o che sia professionista – anche se parliamo di un alto livello hanno i loro preparatori – ma parliamo di noi, parliamo di noi che la domenica facciamo le corse nelle varie ville, è che non dobbiamo correggere da noi, da soli, la nostra postura o cambiare di colpo il nostro appoggio dicendo “ok io corro i questo modo e allora mi fa male il ginocchio e allora cambio la postura”. No, quello è l’indice che il nostro piede ci sta mandando dei segnali.

Quindi l’importante è analizzare subito l’appoggio del piede ed eseguire un esame baropodometrico che è semplicemente un esame che viene fatto mettendo il paziente su una pedana, lo si fa camminare, si fa un’analisi statica e dinamica e poi viene registrato sul computer dove lui appoggia di più e dove appoggia di meno.

Ovviamente verrà fatta un’ortesi, un plantare leggerissimo che può essere portato in qualunque scarpa che va esattamente all’opposto di dove noi poggiamo troppo, quindi va ad influenzare come cambiare l’appoggio del piede.

Tutto questo si può fare a Villa Benedetta, faremo un open day prossimamente, prima o dopo Pasqua, sui bambini e sugli adulti con diverse figure mediche perché ci rientriamo tutti in questo processo. Veramente la prevenzione nel nostro campo è fondamentale.

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